p 206 .

Paragrafo 6 . Le frontiere religiose in Europa orientale.
     
Diversamente  dalle  altre nazioni europee, dove la  diffusione  della
Riforma e la reazione dei cattolici avevano portato a lotte fratricide
e  a  guerre  internazionali, il vasto regno di Polonia e di  Lituania
rappresent,  almeno  per  un  certo  periodo,  una  felice  isola  di
convivenza  pacifica fra le varie fedi. Alle confessioni  cattolica  e
greco-ortodossa  si erano via via aggiunti l'Ebraismo,  professato  da
immigrati  provenienti  in  gran parte  dalla  Germania,  e  le  varie
correnti  della Riforma. Tale pluralit religiosa era il risultato  di
vari  fattori:  la  profonda  influenza  dell'Umanesimo  italiano,  la
tolleranza  della dinastia degli Jagelloni e la forza dei nobili,  che
erano  responsabili  dell'elezione del re ed agivano  da  padroni  nei
propri  territori,  senza  pressioni o censure  da  parte  del  potere
centrale.  A  questo  sistema politico, basato  su  un  labile  potere
monarchico, si era adattato in special modo il Calvinismo, con le  sue
tendenze  antiautoritarie. Con l'avanzata  della  Controriforma  e  la
pressante  azione  dei  predicatori gesuiti  che  fondarono  anche  in
Polonia numerosi collegi, il Cattolicesimo riprese progressivamente il
sopravvento  sulle  altre fedi, favorito anche  dall'estinzione  della
dinastia   locale  e  dall'ascesa  al  trono  del  fervente  cattolico
Sigismondo  terzo Vasa (1587-1632). Il nuovo sovrano, imparentato  con
la casa svedese, prese a perseguitare i protestanti.
     Il  rafforzamento del Cattolicesimo fu inoltre favorito dal fatto
che  la  Polonia  era  un paese di frontiera, pressato  dagli  svedesi
protestanti a nord, dai turchi maomettani a sud e dai russi  ortodossi
ad  oriente,  per cui l'appartenenza alla Chiesa di Roma rappresentava
un   segno  distintivo  dell'identit  nazionale.  Una  fervente  fede
cattolica  fin  dunque  per essere uno degli  aspetti  caratteristici
della popolazione polacca quasi nella sua totalit.
     Ad   est  della  Polonia,  progressivamente  riconquistata  dalla
Controriforma, si stava sviluppando un potente stato ortodosso, quello
russo,  contro il quale i polacchi avrebbero dovuto ingaggiare  guerre
secolari,  prima  per  l'egemonia sulle  regioni  dell'Ucraina  e  del
Baltico, ed infine per la difesa del proprio territorio.
     Protagonista  di un consistente allargamento del regno  russo  fu
Ivan  quarto  (1533-1584),  detto il Terribile.  Egli,  volgendosi  ad
oriente,  aveva  conquistato  i "khanati"  di  Kazan  e  di  Astrakan,
aprendosi  la  strada  verso la Siberia. Avanzando  verso  sud,  aveva
portato  i  confini  del  suo  stato  al  Caucaso  e  al  mar  Caspio.
Desiderando quindi procurarsi un varco anche sul mar Baltico  al  fine
di  allacciare rapporti commerciali diretti con le principali  potenze
economiche  europee, Ivan quarto tent di conquistare la Livonia  (una
regione  geografica corrispondente alle attuali Estonia  e  Lettonia),
sottraendola  ai  polacchi  e  agli  svedesi;  venne  per  da  questi
sconfitto e dovette accontentarsi del porto di Arcangelo, aperto molto
pi a nord, sul mar Bianco, tra Russia e Lapponia.
     Oltre  all'espansione  territoriale, Ivan quarto,  che  nel  1547
assunse il titolo
     
     p 207 .
     
     di   zar   (dal   latino  Caesar,  "Cesare",  appellativo   degli
imperatori  romani)  di  Russia, cur  anche  il  rafforzamento  della
propria  autorit  personale, ridimensionando notevolmente  il  potere
della  nobilt terriera dei cosiddetti "boiari", o "boiardi".  A  tale
scopo  pose  sotto  il  proprio diretto  controllo  prima  le  regioni
centrali  e  infine tutto lo stato, attribuendo le funzioni  politico-
amministrative alla cosiddetta "nobilt di servizio", una nuova classe
nobiliare, il cui potere, determinato dalle funzioni svolte per lo zar
e  dalle  terre  ottenute in cambio, dipendeva dal sovrano,  il  quale
poteva pertanto contare sulla sua fedelt. Ivan quarto form anche una
specie  di guardia di palazzo, praticamente un esercito personale,  di
cui si serv per compiere massacri di boiari e di
     
     [Cartina  non riportata: La formazione dello stato russo  (secoli
quindicesimo-sedicesimo)].
     
     p 208 .
     
     chiunque   ostacolasse  il  suo  progetto  autocratico,   e   per
diffondere un clima di terrore in tutto il paese.
     Alla  sua  morte  si  ebbe  un periodo  caratterizzato  da  gravi
scontri  tra fazioni nobiliari, contese dinastiche, carestie e rivolte
contadine, al termine del quale, nel 1613, sal sul trono una famiglia
imparentata con Ivan il Terribile, quella dei Romanov, che non avrebbe
pi abbandonato il potere fino alla rivoluzione bolscevica del 1917.
     Nei  paesi  orientali,  l'ancora  forte  presenza  della  nobilt
terriera  e  l'assenza  quasi  totale  di  un'attiva  classe  borghese
originarono  un  fenomeno socio-economico opposto a quello  che  stava
interessando  l'Europa occidentale. Mentre qui, infatti, le  propriet
nobiliari  tendevano  a ridursi e a frazionarsi  e  venivano  date  in
gestione  a  terzi  che ne curavano direttamente o  indirettamente  la
coltivazione,  in  Polonia  e  negli  altri  paesi  dell'est   europeo
l'aristocrazia  continu  a  detenere saldamente  il  controllo  sulla
produzione agricola e sull'esportazione dei cereali verso il  popoloso
occidente.   Quando  i  prezzi  salirono  e  la  moneta  si   svalut,
l'aristocrazia,  al  fine di tutelare i propri  proventi  commerciali,
trasform  gli affitti dei contadini in servizi personali  e  corves,
riportando  i  lavoratori a condizioni servili di tipo  medievale.  La
produzione  di  cereali  a  basso  costo,  resa  possibile   da   tale
rifeudalizzazione, consent alla nobilt di arricchirsi,  partecipando
al  vasto  commercio  internazionale.  Allo  stesso  tempo  per,  una
produzione fondata sullo sfruttamento del lavoro contadino, e che  non
necessitava  di  grandi  investimenti o di  miglioramenti  agronomici,
determin un sostanziale ritorno al passato che fren ogni possibilit
di evoluzione verso un'agricoltura pi efficiente e produttiva.
